Genitore separato e carriera universitaria del figlio maggiorenne: quando è possibile accedere ai dati per rivedere il mantenimento

Genitore separato e carriera universitaria del figlio maggiorenne: quando è possibile accedere ai dati per rivedere il mantenimento

Una questione sempre più frequente nelle famiglie separate

Con la maggiore età dei figli, molti genitori separati o divorziati si interrogano su un tema delicato ma centrale: è possibile conoscere il percorso universitario del figlio maggiorenne per verificare se sussistono ancora i presupposti dell’assegno di mantenimento?

Una recente decisione del TAR Toscana (sentenza n. 1212/2025) ha fornito una risposta chiara, tracciando un equilibrio tra diritto alla riservatezza del figlio e diritto del genitore a tutelare i propri interessi giuridici.

Il caso concreto: accesso negato dall’Università, poi riconosciuto dal TAR

La vicenda trae origine dal ricorso di un padre divorziato, obbligato al versamento dell’assegno di mantenimento in favore della figlia trentunenne. Non riuscendo a ottenere dalla stessa informazioni attendibili sull’effettiva iscrizione all’università, sugli esami sostenuti e sull’eventuale conseguimento della laurea, il genitore aveva presentato una istanza di accesso agli atti all’Università.

L’Ateneo aveva negato l’accesso, richiamando la normativa sulla protezione dei dati personali e l’opposizione espressa dalla figlia, ritenendo prevalente il suo diritto alla privacy.

Il TAR Toscana, investito della questione, ha però ribaltato questa impostazione.

Il principio affermato dal TAR: prevale l’interesse giuridico del genitore

Secondo i giudici amministrativi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi (artt. 22 e ss. L. 241/1990) deve essere garantito quando la conoscenza dei documenti è necessaria per curare o difendere un proprio interesse giuridicamente rilevante, anche in assenza di un giudizio già pendente.

Nel caso specifico, la documentazione universitaria richiesta:

  • è funzionale a valutare la permanenza dell’obbligo di mantenimento;
  • consente al genitore di verificare se il figlio stia effettivamente proseguendo un percorso formativo serio e coerente;
  • rappresenta un presupposto essenziale per un’eventuale azione di revisione dell’assegno.

Per questi motivi, l’interesse del padre è stato ritenuto prevalente rispetto alla riservatezza della figlia, seppur entro precisi limiti.

Quali dati possono essere conosciuti (e quali no)

La sentenza è particolarmente importante perché non riconosce un accesso indiscriminato alla carriera universitaria del figlio maggiorenne.

Il TAR ha infatti distinto tra:

Dati accessibili

  • iscrizione all’università;
  • corso di laurea frequentato;
  • elenco degli esami sostenuti;
  • date degli esami;
  • eventuale conseguimento della laurea.

Dati non accessibili

  • votazioni riportate nei singoli esami.

Secondo i giudici, la conoscenza dei voti non è strettamente necessaria per valutare l’obbligo di mantenimento e resta quindi coperta dalla tutela della privacy.

Il bilanciamento tra privacy e doveri genitoriali

La decisione richiama anche l’art. 30 della Costituzione, che sancisce il diritto-dovere dei genitori di istruire ed educare i figli, chiarendo però che tale principio non può tradursi in una compressione totale della riservatezza del figlio ormai adulto.

Il punto di equilibrio individuato dal TAR è chiaro:

  • il genitore ha diritto alle informazioni necessarie per valutare l’assetto economico-familiare;
  • il figlio maggiorenne conserva la tutela della propria sfera personale per gli aspetti non essenziali.

Le conseguenze pratiche per i genitori separati

Questa pronuncia rappresenta un importante precedente per tutti i genitori separati o divorziati che:

  • versano un assegno di mantenimento per figli maggiorenni;
  • nutrono dubbi sulla reale prosecuzione del percorso universitario;
  • intendono valutare una richiesta di modifica o revoca del mantenimento.

L’Università, in presenza dei presupposti indicati dalla giurisprudenza, non può opporre un diniego automatico invocando la privacy.

Quando è opportuno rivolgersi a un avvocato

Ogni situazione familiare è diversa e richiede una valutazione attenta. Un’istanza di accesso agli atti o una domanda di revisione dell’assegno devono essere correttamente motivate e fondate su un interesse giuridico concreto.

📌 Lo Studio Legale Bisceglia, con competenza specifica in diritto di famiglia e delle relazioni genitoriali, assiste i genitori nelle procedure di:

  • accesso ai dati universitari;
  • revisione dell’assegno di mantenimento;
  • tutela dell’equilibrio tra diritti dei genitori e autonomia dei figli maggiorenni.

👉 Per una consulenza personalizzata, è possibile contattare lo Studio e valutare la strategia più adeguata al proprio caso concreto.

 

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